Le sfide del Pnrr
Promuovere concorrenza e scelte d'innovazione per far salire la produttività

Per uscire dalla stagnazione bisogna recuperare i pesanti gap su digitale ed economia della conoscenza. L'analisi di Luigi Paganetto

«Tra le difficoltà dell'economia italiana di tenere il passo con gli atri Paesi avanzati c'è l'andamento della produttività totale dei fattori che è la misura del grado di efficienza complessivo dell'economia. Essa, piuttosto che aumentare, è diminuita in Italia del 6,9 % tra il 2001 e i12019 e tra le cause di questo andamento c'è l'incapacità di cogliere le molte opportunità offerte dalla rivoluzione digitale». È questa la premessa da cui parte il Pnrr.

Il ruolo centrale della produttività rispetto alla crescita della nostra economia, suggerisce che dall'esame di una singola causa della sua stagnazione, certamente importante come la mancata digitalizzazione, occorre procedere verso l'insieme delle ragioni che ostacolano la crescita della produttività per arrivare a proporre necessari rimedi all'insufficiente crescita della nostra economia. I dati e le analisi disponibili suggeriscono che, in generale, l'economia italiana sconta un forte ritardo nell'adattarsi agli straordinari cambiamenti che si sono verificati in questi anni nell'economia mondiale.

L'economia della conoscenza è diventato il tratto distintivo della competizione internazionale, tanto da indurre molti analisti a definire in questi termini il conflitto commerciale di questi anni tra Usa e Cina. La struttura produttiva del nostro Paese molto frammentata in piccole e medie imprese largamente specializzate in settori produttivi tradizionali tende a richiedere skills non particolarmente elevati, con ciò determinando una offerta di capitale umano dello stesso tipo con tendenza ad una qualità dell'istruzione e della conoscenza poco in linea con le tendenze della competizione internazionale che si concentra largamente su competenze e skills crescenti.

La crisi creata dalla pandemia ha reso particolarmente difficile la sfida da affrontare, tanto più che essa è venuta al seguito di quella dei subprime e alla grave caduta dell'attività d'investimento da essa generata. La prima e più importante questione è quella di innestare un passo diverso all'economia che non può che nascere da una cooperazione virtuosa pubblico-privato. Non c'è dubbio che, in questo contesto, sia decisivo il ruolo dell'investimento pubblico con la realizzazione di investimenti di cui sia misurato il rapporto beneficio-costi e sia dimostrata la loro capacità di influenzare la produttività totale. Il tema di fondo è, peraltro, quello di coniugare questa spinta con l'impulso che deve essere trasmesso a mercati e imprese perché non bisogna dimenticare che il Pnrr, pur nella sua straordinaria importanza, è un intervento che si esaurisce nei 2026.

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Martedì 18 Maggio 2021