La transizione verde e digitale richiede politici lungimiranti

Come disincagliare il Titanic Italia. I nodi dello sviluppo e la questione EU.
In futuro aumenterà la domanda di buon governo e delle scelte coraggiose «L'Italia può svolgere con Draghi un'azione baricentrica tra Francia e Germania contribuendo alla costruzione di un nuovo equilibrio una volta usciti dalla pandemia». Intervista a Luigi Paganetto

La 32esima edizione della Conferenza internazionale di Villa Mondragone ha messo in atto un confronto in presenza e a distanza di più di duecento relatori italiani e stranieri tra accademici e rappresentanti delle maggiori istituzioni internazionali. Dopo tre giorni di dibattito sui grandi temi che l'Europa si trova ad affrontare, ha presentato le conclusioni e le raccomandar zioni di policy al Ministero degli Affari Esteri suscitando grande interesse nel parterre istituzionale che era presente.

Ne abbiamo chiesto una sintesi a Luigi Paganetto (coordinatore del Gruppo dei 20) e fondatore della Conferenza assieme al premio Nobel Edmund Phelps (che quest'anno ha introdotto i lavori). «La lunga e difficile crisi determinata dalla pandemia ci ha suggerito di iniziare con un ripensamento di quanto abbiamo fatto in materia di sviluppo e della sua sostenibilità nel corso degli anni. L'idea è che, nel mantenere fermo l'approccio creativo che nasce dall'interazione tra le proposte dell'Accademia e quella delle Istituzioni, occorra guardare al medio e lungo periodo e discutere delle principali sfide che ha di fronte l'Europa. Tutto ciò nella convinzione che sia quanto mai necessario un network come quello di Mondragone per raccogliere gli stimoli e le indicazioni necessarie alle strategie che l'Unione dovrà adottare».

Quali in particolare?
La transizione green, insieme a quella digitale, promettono una tale trasformazione dell'economia e della società da richiedere scelte politiche lungimiranti. Basta pensare che il piano d'investimenti green che dovrebbe consentire di abbattere le emissioni del 55% entro il 2035 ha bisogno di 1000 miliardi in dieci anni. In questo contesto la Commissione, consapevole dei costi economico-sociali del progetto, ha proposto l'istituzione di un fondo sociale di sostegno a famiglie e imprese, di 72 miliardi, con la possibilità di raddoppiarne la dimensione, sempre a carico del bilancio dell'Unione Europea. 11 suo finanziamento nascerebbe dal 25% delle entrate previste dallo scambio delle quote di emissione di CO2 per alcuni settori. La discussione sulla transizione non può riguardare solo i costi che pure sono rilevanti, ma deve considerare i vantaggi in termini di innovazione tecnologica (si pensi al tema dell'energia verde da idrogeno) e di benessere ambientale. E' chiaro che occorre una transizione molto ben regolata e vista nel lungo periodo. Nel breve è chiaro che lo stesso orientamento per l'auto elettrica presenta un limite che nasce dalla maggiore domanda di energia elettrica che essa comporta in presenza di una quota ancora modesta dell'energia da rinnovabili (circa il 17 per cento del totale generale). Qual è il quadro di politica generale che occorre adottare? 11 nostro Paese può svolgere, con la Presidenza di Mario Draghi, un'azione baricentrica tra Francia e Germania contribuendo alla costruzione di un nuovo equilibrio una volta usciti dalla pandemia. Gli accordi franco - tedeschi di Aquisgrana, anche se recenti, appaiono superati nei fatti, Draghi è un asset fondamentale per l'Italia e l'Europa. Se l'Unione ha tenuto è stato soprattutto per la sua decisione, da presidente della Bce, del messaggio rivolto ai mercati con la frase "whatever it takes" e il coraggio di adottare soluzioni fino a quel punto ritenute improponibili.

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Giovedì 05 Agosto 2021