Lo sviluppo riparte con un cuore green

Abbiamo degli importanti obiettivi da raggiungere in termini di sostenibilità e sviluppo. Non si può attendere oltre. Parla l'economista Luigi Paganetto, fondatore del seminario internazionale di Villa Mondragone

Professore, quale è l’insegnamento che emerge dall’impegno trentennale del vostro Gruppo sulla frontiera dello sviluppo declinato negli ultimi anni nella chiave della sostenibilità?

"Ci sentiamo come una squadra che aspira a vincere un confronto decisivo per il nostro Paese, convinti come siamo che lo sviluppo economico e sociale, latitante fin dall’inizio degli anni ‘90, richiede le energie di tutti. Con le nostre iniziative, che mettono insieme l’accademia e uno straordinario network di Istituzioni internazionali, intendiamo contribuire a riprendere il filo del discorso interrotto dei grandi successi della nostra economia in materia di sviluppo negli anni ‘60 e ‘70. Si può fare. Wembley insegna".

Quali lezioni dobbiamo trarre dall’epidemia da Covid?. Che cosa abbiamo imparato?

"Che abbiamo bisogno di costruire un’Europa più forte all’interno di un nuovo spazio politico che accentui i motivi per stare insieme perché la scala dei problemi è almeno continentale. È chiaro anche che occorre unire le forze per combattere anche fuori della Ue il Covid. Per esserne convinti basta pensare ai legami che abbiamo con gli altri attraverso le catene globali del valore".

Dopo un primo momento di indecisione l’Europa ha reagito bene alla pandemia varando il Next Generation Eu che abbatte il tabù del debito comune. Che cosa serve ancora?

"I Paesi dell’Unione devono imparare a investire su grandi progetti comuni che aumentino la produttività totale dei fattori produttivi e di ciascuno. Occorre preparare la strada a campioni europei che siano in grado di competere con i giganti americani e cinesi nei settori nuovi e dinamici dell’economia che verrà".

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Lunedì 19 Luglio 2021