L’eurobond è una svolta e la Germania non potrà opporsi

Intervista a Luigi Paganetto


L’emissione di titoli europei rappresenta una svolta per l’architettura comunitaria, i tedeschi hanno capito che o si marcia tutti uniti o si sprofonda definitivamente. Ora la sfida sono politiche commerciali all’altezza di una competitività dominata da Usa e Cina. L’inflazione? Non mi preoccupa, per ora…

 


Sì, l’Europa ha finalmente il suo debito. E i 20 miliardi di eurobond a 10 anni messi in palio per finanziare una prima parte di Recovery Fund, ne sono la prova. Altrimenti, come si spiegherebbe una domanda pari a sette volte l’offerta? Luigi Paganetto, economista e presidente-animatore della Fondazione Economia Tor Vergata, ha pochi dubbi in merito, come spiega a Formiche.net a pochi giorni (5-6-7 luglio) dalla 32esima edizione del Villa Mondragone International Economic Seminar, l’incontro che ogni anno riunisce premi Nobel e accademici.

La Commissione europea ha emesso la sua prima tranche di titoli Ue. 20 miliardi a fronte di una domanda di quasi 140. Impressioni?
Direi che è un po’ un mix tra una svolta e un grande successo, una premessa importante. Va detto che il nuovo eurobond paga 32,3 punti base in più del Bund a 10 anni, anche perché la Germania ha ancora i tassi negativi. Ma la cosa interessante di tutto questo è che l’Ue punta a emettere 150 miliardi di eurobond all’anno.

Questo che cosa significa?
Che c’è un cambiamento importante sul mercato dei titoli, perché la presenza dell’Europa è una novità che il mercato ha gradito e che tende a spiazzare anche tutti gli altri Paesi emittenti. L’operazione appena conclusa è la pietra angolare del debito europeo, anche se a dire la verità la prima emissione si ebbe con il Sure, il meccanismo Ue per la salvaguardia del lavoro.

Leggi l'articolo completo

 
Sabato 19 Giugno 2021
#gruppodeiventi