Energia, quanto mi costi. Paganetto tra bollette, oneri e miliardi.

Il presidente della Fondazione Economia e coordinatore del Gruppo dei 20 fa chiarezza sulle mosse del governo per contenere l’impennata delle bollette di gas ed elettricità. Una scelta temporanea che non risolve la questione degli oneri che ci portiamo dietro da decine di anni.

Dopo l’annuncio del Ministro Cingolani sul possibile aumento del costo dell’energia del 40%, il Governo ha disposto un intervento per circa 3,5 miliardi che prevede per l’ultimo trimestre dell’anno il taglio sia dell’Iva sul gas che degli “oneri di sistema” che dovrebbe limitare al 27% l’aumento delle bollette per l’ultimo trimestre dell’anno per 26 milioni di utenti domestici e 6 milioni di piccole imprese. Questa decisione, accolta con favore per la parte che sterilizza l’aumento del costo dell’energia per 3 milioni di famiglie meno abbienti, accende di fatto l’attenzione su che cosa ci aspetta nel prossimo futuro in materia di energia.

 

Intanto il provvedimento del Governo ha caratteri di temporaneità ma non è detto che altrettanto sia per l’aumento del costo del gas naturale che nasce prevalentemente dalla ripresa economica pressoché comune a tutti i paesi avanzati. È attraverso il gas che in Italia si ottiene la maggior parte della produzione di energia elettrica (67%). La scelta a favore del gas è stata determinata a suo tempo dal suo minor effetto inquinante rispetto a petrolio e carbone che, comunque, sono usati ancor oggi per produrre il 16% circa della nostra elettricità.

Sta di fatto che il costo dell’energia elettrica nel nostro paese è condizionato largamente dall’andamento del prezzo del gas a livello internazionale. Se il suo aumento non fosse temporaneo esso comporterebbe l’esigenza di spingere ancor più di oggi a favore di una maggior efficienza energetica.

In ogni caso la soluzione non può essere quella di una politica di sussidi di cui non si sappia chi ne debba sopportare l’onere anche se oggi essa si giustifica con l’esigenza di non frenare i consumi delle famiglie e la ripresa.

Ha ragione il Presidente Draghi nell’affermare, come ha fatto all’assemblea di Confindustria, che al provvedimento del Governo “deve seguire un’azione anche a livello europeo per diversificare le forniture di energia e rafforzare il potere contrattuale dei Paesi acquirenti”. Ma è chiaro che, in ogni caso, dovremmo preoccuparci di ridurre la nostra dipendenza dal gas. A ciò risponde, nel quadro degli impegni europei, l’obbiettivo, sia pure molto ambizioso, di produrre nel 2030 il 70% di energia elettrica attraverso le rinnovabili.

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Domenica 26 Settembre 2021
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