Energia verde: Serve investire in innovazione

Investire sull'innovazione per raggiungere gli obiettivi ambientali.
La transizione energetica non può essere graduale. Occorre una revisione totale del sistema attuale e un miglioramento delle tecnologie disponibili per il futuro. L'analisi di Luigi Paganetto.

Le Nazioni Unite hanno affermato nel loro recente Energy Transition Report (2021) che la transizione energetica non può essere graduale. Ma bisogna impegnarsi in una revisione totale del sistema attuale e un rapido miglioramento di tutte le tecnologie disponibili per portare innovazione nel futuro. È riconosciuto che le politiche economiche sulla transizione energetica non hanno, ad oggi, l'innovazione al loro centro.

L'International Energy Agency nel suo Report del 2021 ha messo in evidenza che la transizione verso una energia pulita necessita di progressi più rapidi. Le tecnologie oggigiorno disponibili sul mercato non sono sufficienti ai fini di una transizione totale verso una energia pulita, una politica di zero emissioni. Sul piano della competizione internazionale è importante che l'Europa mantenga il suo vantaggio competitivo nelle diverse tipologie tecnologiche assicurandosi quote di mercato diversamente da quanto è accaduto per il fotovoltaico solare. Investire nella rete energetica intelligente è una priorità per una politica sostenibile.

Mentre l'Europa è ben posizionata per ciò che riguarda le tecnologie green, la sua posizione sull'utilizzo del digitale in materia di energia è meno incoraggiante. La percentuale di digitalizzazione e innovazione delle aziende europee è minore rispetto a quelle delle loro controparti americane. Un aspetto decisivo della sfida dimatica è quello dei tempi in cui si realizzerà la transizione energetica. I programmi Ue prevedono di qui al 2035 la riduzione del 55% delle emissioni di CO2 per arrivare alla carbon neutrality nel 2050. Per farlo occorre intervenire sia sulla produzione di energia che sui suoi usi.

Nel nostro Paese il 25% delle emissioni di CO2 viene dalla produzione di energia, il 24% dai trasporti, il 12% dal residenziale, il 20% dall'industria, il 7% dall'agricoltura e allevamento, l'11% da rifiuti e servizi. Va tenuto presente che la quota di CO2 da trasporti è rappresentata per quasi il 90% dal trasporto su strada ragione per la quale hanno così grande importanza i veicoli elettrici.
Il miglioramento dell'efficienza energetica è principalmente collegato al residenziale dove la riduzione potenziale della CO2 è largamente dipendente da interventi di efficienza energetica come quella del bonus del 110 per cento.

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Sabato 09 Ottobre 2021