Come parlare (seriamente) di imposta di successione

Nicola Rossi: "Quale che sia il punto di vista, la proposta del segretario del Partito democratico relativa ad un inasprimento dell’imposta di successione appare poco meditata". Il pensiero dell'economista, Senior fellow Fuet e membro del Gruppo dei 20.

È possibile, anzi probabile, che anche questa proposta sia null’altro che una “bandierina identitaria”. Tante ne abbiamo viste e tante ne vedremo ancora. Ma diventa a questo punto inevitabile una domanda: l’autore della proposta si è pienamente reso conto di quale identità si manifesti?

Quale che sia il punto di vista, la proposta del segretario del Partito democratico relativa ad un inasprimento dell’imposta di successione appare poco meditata. Sotto il profilo della architettura del sistema fiscale, l’attuale governo sembrerebbe aver compreso la necessità di abbandonare la strada così spesso battuta in passato – fatta di interventi episodici, dettati dalle esigenze del momento (o, meglio, dall’ansia di prestazione della politica) – per passare ad una rilettura complessiva del sistema fiscale.

Un sistema – supponendo che l’operazione riesca – in cui ogni elemento non ha vita propria ma contribuisce a creare un insieme che si vorrebbe semplice, trasparente, equo ed orientato alla crescita. In questo quadro l’imposta di successione non rappresenta un’eccezione. È certamente vero che l’Italia rappresenta, sotto questo aspetto, una anomalia ed è altrettanto vero che i trasferimenti mortis causa (o, per quel che vale, le donazioni) sono un canale molto rilevante di perpetuazione ed allargamento delle disuguaglianze. E che quindi non ci sarebbe da scandalizzarsi se – nell’ambito di un complessivo ridisegno del sistema fiscale – trovasse posto anche una ridefinizione dell’imposta di successione (e delle sue basi logiche: in primis, il catasto).

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Domenica 23 Maggio 2021
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