Gruppo dei 20

La Fondazione ha lanciato nel 2013 l'iniziativa Revitalizing Anaemic Europe con la convinzione che fosse necessario segnalare, assieme alle debolezze e criticità della costruzione europea, le ricette per rivitalizzarne il progetto iniziale e, così, confermarne i caratteri del modello di riferimento per il nostro futuro, attraverso una rivisitazione dei suoi pilastri economici e sociali e l’offerta ai cittadini europei di quei beni pubblici di cui oggi, in un mondo in grande cambiamento, si sente l’inadeguatezza.

Da allora si è dato inizio ad una serie di incontri - a cadenza mensile - che hanno preso il nome di “Gruppo dei 20”, dal numero dei componenti del nucleo iniziale che si è riunito per discutere queste tematiche. La sede prescelta è stata la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, con cui abbiamo avviato da tempo una proficua collaborazione.

 

Documenti e report

PNRR e riforma fiscale. Una sfida difficile

di Luigi Paganetto, 27 luglio 2021


Il Presidente Draghi, nel suo discorso alle Camere, ha sottolineato l’importanza del tema fiscale. Le Commissioni di Camera e Senato sulla Riforma hanno presentato di recente un rapporto conclusivo frutto di un lavoro impegnativo e certamente utile al Governo, per la redazione della legge delega, attesa in questi giorni. È un testo che si raccorda con le indicazioni del PNRR ed è stato approvato in maniera quasi unanime. Ciononostante,la Riformafiscalerimane una sfida difficile con molti punti che rimangono in discussione.

  • Il primo riguarda il modo in cuisi darà concretamente corpo ai principi di semplificazione, conoscibilità e certezza dell’obbligo fiscale. Si tratta di una questione prioritaria per cambiare il rapporto del cittadino con il fisco. Sarà importante, come detto nel PNRR, la raccolta e la razionalizzazione della legislazione fiscale in un testo unico,che assicuri la stabilità delle norme.
  • Il secondo profilo è quello del mix della tassazione.
    La scelta della Commissione ci restituisce l’immagine dell’equilibrio tra le forze politiche del Parlamento, che hanno trovato l’accordo su una modifica parziale dell’Irpef, con l’attenuazione della tassazione a favore del ceto medio, inteso come quello con un reddito tra 28 e 55mila euro l’anno, nonché su un sistema di dual income tax con le altre imposte collocate in regime di proporzionalità, con un’aliquota convergente verso quella minima Irpef (è una novità interessante) e sulla non la cumulabilità agli effetti fiscali delle differenti tipologie di reddito.

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PNRR e investimenti, la riforma della PA

di Luigi Paganetto, 12 aprile 2021


La riforma della PA è la madre di tutte le riforme. La chiede l’Europa. È la chiave di volta per far sì che i progetti presentati in Europa rispondano alle condizionalità previste per l’utilizzo dei fondi del Next Generation EU. Se andiamo al merito, come anche per Giustizia e Scuola, la riforma è decisiva per consentire quel salto di produttività dell’intero sistema economico che è necessario per assicurare che si realizzi, nei prossimi anni, il programma europeo di resilienza e ripresa, una volta sconfitta la pandemia.

È dunque una buona notizia la presentazione e la firma, pochi giorni fa, del Patto sull’Innovazione del lavoro pubblico e della coesione sociale, presentato dal Ministro Brunetta e sottoscritto dal Presidente Draghi e dai rappresentanti delle maggiori sigle sindacali. Va subito detto che l’approccio è innovativo e convincente, perché il Patto punta sull’investimento, sul capitale umano, il ricambio generazionale, il riconoscimento di merito e produttività, la riorganizzazione dei procedimenti amministrativi e la digitalizzazione, interventi che possono trovare risorse preziose nel PNRR.

L’assunzione di giovani e il ricambio generazionale è una scelta fondamentale della Riforma Brunetta, dopo decenni in cui ha prevalso la logica dei tagli. E potrebbe essere l’avvio di un progetto “giovani”, ampio e capace di interpretare al meglio l’indirizzo centrale del Next Generation EU finora piuttosto trascurato. Si è già cominciato con l’annuncio di assunzioni a termine, cinque anni, che saranno finanziate dai progetti che si andranno a realizzare. Le figure professionali che entreranno nella Pubblica amministrazione dovranno essere specializzate e competenti: “Ingegneri, informatici, economisti, manager”.

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PNRR e investimenti, infrastrutture e mobilità sostenibili

di Luigi Paganetto, 15 marzo 2021


Nei giorni scorsi il Ministro Giovannini ha annunciato una prima lista di 58 opere pubbliche che potranno godere anche delle risorse europee del Next Generation EU. Sappiamo, allo stesso tempo,che il Governo sta rielaborando il PNRR.

Due sono le sfide:

  1. la selezione di progetti (cantierabili) in grado di ottenere sul territorio effetti significativi di produttività e crescita sostenibile;

  2. l’adozione di procedure adeguate, in grado di garantire esecuzione e completamento delle opere nei tempi previsti dalla UE. I documenti del Gruppo dei 20 in materia di PNRR hanno fin dall’inizio (aprile 2020) sottolineato che occorre cominciare dagli investimenti a suo tempo avviati e non completati. Ciò è particolarmente rilevante per il Mezzogiorno, che ha il record di opere incompiute.

Il Governo ha proposto al Parlamento, assieme alle opere, i commissari che ne devono curare l’esecuzione, avviando allo stesso tempo la ricognizione delle stazioni appaltanti. È una buona notizia. Possiamo dare per assunto che i progetti selezionati, almeno per la parte da finanziare con i fondi europei, rispondano alle regole EU, superando la vexata questio della divaricazione tra investimenti progettati, finanziati. Rimane aperto il tema dei trasporti pubblici locali e del meccanismo delle concessioni che meriterebbe un capitolo a sé.

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PNRR, politca industriale e lavoro

Febbraio 2021

Per la politica industriale è necessario un focus

L’Unione europea aveva fino a ieri l’unico focus nella concorrenza e nel mercato unico. Il Next Generation EU segna l’adozione di una precisa politica industriale. Green e digitale ne sono l’espressione principale per l’effetto che essi possono avere su innovazione e competitività. L’intervento Green non si risolve cioè nell’incentivo del 110% per chi la realizza nella propria abitazione un intervento di efficienza energetica, ma va utilizzato negli interventi a favore del sistema produttivo come driver di competitività. Green e digitale sono il focus della politica industriale adottato dalla UE.

Il piano Transizione 4.0, previsto dal PNRR, è in linea con questo indirizzo attraverso lo strumento del credito d’imposta e uno stanziamento di 19 miliardi, cui si aggiungono 6,7 miliardi della legge di bilancio 2021. Non altrettanto si può dire per le politiche di sostegno alle filiere produttive che non sono declinate per settore e non si concentrano sull'obiettivo dell'aumento della competitività.

Anche le consistenti risorse (10,5 miliardi + 1,31 di ReactEU e 1,01 della legge di bilancio) per “innovazione, ricercae digitalizzazione dell’assistenza sanitaria” non hanno, per il momento, il focus necessario perché non è chiaro come la riforma dell’assistenza di prossimità si leghi alle nuove tecnologie e i fascicoli sanitari per la medicina a distanzae quale sia il progetto per l’ammodernamento degli ospedali da realizzare

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Sanità, riforme e mezzogiorno. Tre assi di azione per rivitalizzare il Paese

Gennaio 2021

Da anni il Gruppo dei 20 - Revitalizing Anaemic Europe è impegnato nella ricerca e nello studio di politiche utili a “Rivitalizzare l’Europa (e l’Italia)”.

In queste settimane si è confermata l’estrema difficoltà di governare il nostro Paese in questo difficile passaggio della pandemia, per ricostruire e per sviluppare la nostra economia, la nostra società e le nostre istituzioni, come ci viene chiesto dalla Commissione e dal Vertice dell’EU, impegnate a sostenerci con finanza straordinaria europea e ad accompagnarci nella pianificazione con alcune linee guida.

Non c’è dubbio su quale sia l’urgenza dei tempi della pianificazione delle politiche e degli interventi e della loro attuazione. Riflettiamo su un dato: dalle autorità dell’Unione ci vengono richiesti cambiamenti istituzionali di funzioni essenziali di un paese moderno dagli apparati della PA, della Giustizia, della Scuola e dell’Università e Ricerca. Non c’è bisogno del richiamo della Commissione EU per guardare con preoccupazione ai tempi e ai modi dei percorsi autorizzativi necessari a varare opere pubbliche, nonché all’esperienza fatta sin qui con la pandemia in materia di servizi sanitari, di cui abbiamo riscoperto in questi drammatici mesi la centralità per il benessere di tutti.

Al nostro Paese viene chiesto non solo di utilizzare nel modo più efficiente e tempestivo le risorse finanziarie messe a disposizione, ma viene chiesto una riorganizzazione dello Stato sul terreno del cambiamento amministrativo e nel pieno di una bufera, senza avere il tempo e la possibilità di portare in cantiere la nave degli apparati pubblici.

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Serve un piano con una "visione" che parta dalla sanità e guardi al medio termine

Ottobre 2020

A. Una premessa

I dati recenti su sanità ed economia ci restituiscono l’immagine di una forte recrudescenza della pandemia e di un’evoluzione dell’economia che fa ritenere probabile, come sostiene la Commissione EU, una ripresa nel 2021 assai più debole di quella che sembrava ormai nell’ordine delle cose. La Cancelliera Merkel ha osservato che la rapidità di diffusione del virus ha sorpreso tutti. Se vogliamo trarre una lezione dall’esperienza sin qui accumulata dobbiamo essere consapevoli che nel prossimo futuro ci troveremo in una transizione in cui sarà difficile tenere separati emergenza e trasformazione del mondo che ci circonda.

In questo nuovo contesto occorre evitare che gli interventi per l’emergenza, a questo punto nuovamente necessari, rappresentino un episodio di inseguimento degli eventi, piuttosto che la loro prevenzione.

Per questa ragione, è necessario che le scelte per sanità ed economia siano pensate in modo che l’emergenza sia coniugata con un programma di medio periodo indispensabile per garantire l’uscita dalla recessioneevitando di trovarsi al momento giusto senza la ricetta per procedere in avanti.

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Next Generation EU, governance e progetti di investimento

Luglio 2020

1. La decisione con cui la EU ha destinato 750 miliardi aun progetto comune per combattere le conseguenzeeconomiche del Covid-19 non è solo un risultato dienorme importanza, ma anche l’avvio di un processoche comporta aspetti di Governance destinati ad avere conseguenze importanti per il futuro perché:

a) prefigura l’apertura di spazi fiscali prima d’ora nonimmaginabili. Le risorse che sono state messe in camposono legate, come è noto, a debito sottoscritto dalla EU, ma sostenuto dalle risorse di bilancio. Il che significa che, anche se in termini assai lunghi, dovranno essere recuperate le risorse per restituire il debito contratto. Ciò può avvenire attraverso maggiori contribuzioni dei paesi aderenti o, assai più probabilmente, con l’acquisizione di quelle “risorse proprie” di cui si discute da tempo. Esse possono variare dalla tassazione della CO2 e della plastica, alla tassazione delle multinazionali che operano su internet, ma è chiaro che le risorse per restituire il debito contratto andranno trovate. Anche se, per un verso, si tratta di un problema difficile da affrontare e per il momento non se ne parla, per altro verso si apre un fronte importante quello della fiscalità propria della EU, che potrebbe avere implicazioni importanti anche per questioni che stanno sul tavolo come i costi di gestione dell’immigrazione e delle frontiere, nonché difesa e sicurezza.

b) mette assieme, in una proporzione prima d’ora mai realizzata, progetti nazionali e progetti europei. Anche se in questo momento gli occhi di tutti sono puntati, come è naturale, sulle risorse disponibili a livello nazionale per la ripresa post covid-19, non va trascurato che la Commissione ha continuato a prevedere programmi dicarattere europeo come Invest-EU e Horizon, per citare solo i più importanti.

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Un New Deal per l'Italia nel post covid-19

Giugno 2020

Il Gruppo dei 20 ha preso posizione, già nell’aprile scorso, sugli interventi del post Covid-19 e oggi ribadisce che per intervenire efficacemente:

  1. Vanno posti in essere provvedimenti legislativi incisivi che consentano all’Amministrazione di provvedere a interventi coordinati tra i diversi titolari di competenze, in modo che sia possibile realmente far decollare i progetti, in particolare per la sanità, le opere pubbliche e le infrastrutture. In quest’ottica, sarebbe importante restituire al Ministero dell’Economia quella funzione di Programmazione, per dargli la centralità che aveva in passato

  2. Non si può dire che nei provvedimenti varati finora siano state messe in campo misure per il rilancio della crescita. Il corposo decreto rilancio si presenta con più di 400 pagine di interventi d’assistenza e sostegno, mentre manca ciò che possa rappresentare un new deal per la ripresa del nostro Paese. Per quel che riguarda l’offerta, il Decreto prevede interventi a favore delle imprese con prestiti e interventi afondo perduto a favore delle PMI con fatturato minore di 5milioni e sconti su affitti e bollette, interventi per spostare in avanti il pagamento delle imposte, estensione del perimetro della cassa integrazione guadagni. Si tratta di misure importanti per i lavoratori, per l’abbattimento dei debiti, per la patrimonializzazione e la riduzione delle imposte sulle imprese, ma si resta all’interno di una collezione di interventi per ridurre gli effetti distruttivi della crisi. In effetti, il decreto non include politiche di rilancio e non offre un’idea forte di cosa debba essere l’Italia produttiva del dopo pandemia.

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Ridurre l'incertezza, non sottovalutare l'impegno messo in campo dall'UE e puntare su un programma di investimenti condivisi

Aprile 2020

Una Premessa

L’acceso dibattito in corso su MES e Eurobond sta in qualche modo determinando, nell’opinione pubblica italiana, una sottovalutazione di ciò che l’Unione Europea sta già facendo per contrastare i devastanti effetti economici della pandemia, con il risultato di far accrescere ulteriormente il già fin troppo diffuso sentimento anti-europeo. L’azione della UE potrà, peraltro, avere un impatto più convincente se sarà orientata in maniera visibile dall’esigenza di ridurre l’incertezza dominante, sia a livello sanitario che economico. Nella percezione delle famiglie e delle imprese è l’incertezza il vero nemico da battere ed è perciò necessario che siano prese decisioni che definiscano subito e con chiarezza, oltre alle risorse messe incampo, i tempi e modalità del loro utilizzo. Tanto più se si considerano gli insegnamenti della crisi del 2008 che ha segnato, per via dell’incertezza dominante e di un forte indebitamento, la caduta dell’attività d’investimento delle imprese e il prevalere di un atteggiamento precauzionale delle famiglie. Il rischio in queste condizioni è che al momento della ripresa ci si possa trovare difronte ad un problema di domanda, se non si lavora fin d’ora ad una proposta per la creazione di un Recovery Fund che abbia come obbiettivo l’investimento, con debito in comune, nelle grandi infrastrutture ed in quelle produttive e di servizio che servono nell’epoca del Digital Manufacturing.

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Seminari ed eventi

Martedì 27 Luglio 2021
Gruppo dei 20 - Revitalizing Anaemic Europe

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Mercoledì 30 Giugno 2021
Gruppo dei 20 - Revitalizing Anaemic Europe

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Lunedì 10 Maggio 2021
Gruppo dei 20 - Revitalizing Anaemic Europe

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Lunedì 12 Aprile 2021
Gruppo dei 20 - Revitalizing Anaemic Europe

Seminario online

Articoli e blog

Domenica 05 Settembre 2021

Una strategia di investimenti per il Mezzogiorno

Nel PNRR sono previste ingenti risorse da destinare al Sud, che sembrano però insufficienti per risolvere i grandi e annosi problemi del territorio. Nel Mezzzogiorno vive ancora un terzo della popolazione italiana, che produce solo un quarto del Pil. Questo genera un deficit commerciale con il resto del Paese. Pasquale Lucio Scandizzzo.

Martedì 27 Luglio 2021

A quando una (vera) riforma fiscale? Domande e risposte dal Gruppo dei 20

Il tema del fisco è uno dei tasselli fondamentali del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. I tempi per realizzare una vera riforma però non sembrano tanto brevi. Spunti e riflessioni dal seminario con Paganetto, Marattin, Marè, Ceriani, Rossi, Monteduro, Valente, Tria e altri.

Domenica 18 Luglio 2021

Il Pnrr, l’Ue e il problema del pre-finanziamento

Insieme alla soddisfazione per l’avvio di un processo decisivo per le sorti della nostra economia vanno citati alcuni aspetti da non dimenticare, a partire dai 25 miliardi “anticipati” da Bruxelles. Il commento di Luigi Paganetto

Giovedì 15 Luglio 2021

Le conseguenze economiche della vittoria italiana a Wembley

P Lucio Scandizzo: "La vittoria dell’Italia a Wembley ha riportato l’attenzione del pubblico e dei media sul gioco del calcio non solo come componente forma di intrattenimento, ma anche come metafora dell’economia".

Sabato 19 Giugno 2021

L’eurobond è una svolta e la Germania non potrà opporsi

Intervista a Luigi Paganetto

Lunedì 07 Giugno 2021

Tra geopolitica dei vaccini e accordo G7 su un’imposta globale

L'insostenibilità del modello di sviluppo dipende non solo da una nuova dimensione di disuguaglianza e miseria internazionale ma anche dal fatto che la pandemia non può essere realmente arrestata senza immunizzazione a livello globale. Pasquale Lucio Scandizzo